Quando l'ultima autobetoniera lascia il cantiere, il lavoro sembra finito. In realtà il getto del calcestruzzo è solo l'inizio: nei giorni e nelle settimane successive il materiale attraversa la fase di maturazione del calcestruzzo, durante la quale acquista la resistenza per cui è stato progettato. Curare bene questa fase significa ottenere un'opera solida e durevole; trascurarla può vanificare anche il calcestruzzo migliore. Vediamo cosa succede dopo il getto e quali attenzioni servono, stagione per stagione.

Che cos'è la maturazione del calcestruzzo

La maturazione è il processo con cui il cemento, reagendo con l'acqua dell'impasto, si idrata e lega tra loro gli inerti. Prima avviene la presa, quando l'impasto perde la sua lavorabilità e inizia a irrigidirsi; poi l'indurimento, in cui la resistenza cresce progressivamente nel tempo. Per questo il calcestruzzo non raggiunge le sue prestazioni appena gettato: le classi di resistenza fanno riferimento, per convenzione, alla resistenza misurata a 28 giorni dal getto.

Si parla spesso anche di stagionatura del calcestruzzo: indica l'insieme delle cure che, in cantiere, permettono alla maturazione di avvenire nelle condizioni giuste.

I primi giorni dopo il getto: le fasi da conoscere

Maturazione del calcestruzzo a 3 giorni

Le prime ore e i primi giorni sono i più delicati. Il calcestruzzo è ancora "giovane": ha una resistenza limitata ed è molto sensibile alla perdita d'acqua. Se la superficie si asciuga troppo in fretta, per effetto di sole, vento o temperature elevate, l'idratazione si interrompe e possono comparire fessurazioni da ritiro. In questa fase vanno evitati urti, carichi e calpestio non necessari.

Maturazione del calcestruzzo a 7 giorni

Dopo la prima settimana il calcestruzzo ha sviluppato una parte significativa della propria resistenza, ma non quella finale. Quanto sia avanzato il processo dipende da diversi fattori: il tipo di cemento, la composizione della miscela e soprattutto la temperatura. Per questo i tempi di disarmo dei casseri e di messa in carico delle strutture non si stabiliscono "a occhio": li indica il progettista o il direttore dei lavori, in base all'opera e alle condizioni del cantiere.

Come curare la maturazione in cantiere

La regola di base è semplice: mantenere il calcestruzzo umido e protetto nei primi giorni. Le pratiche più diffuse sono:

  • Bagnatura della superficie, regolare e senza getti violenti, soprattutto nelle ore più calde.
  • Teli o coperture che limitano l'evaporazione e proteggono da sole, vento e pioggia battente.
  • Prodotti stagionanti applicati in superficie, quando previsti dal capitolato o consigliati dal tecnico.
  • Casseri lasciati in opera per il tempo indicato, perché proteggono anche le superfici laterali.

Maturazione con il freddo e con il caldo

La temperatura è la variabile che pesa di più. Con il freddo l'idratazione rallenta e, se il calcestruzzo fresco gela, il danno può essere permanente. Nei mesi invernali conviene programmare il getto nelle ore più miti, proteggere le superfici con teli e segnalare al fornitore le condizioni del cantiere, così da valutare insieme la soluzione più adatta.

In Sicilia, però, il nemico più frequente è il caldo: l'acqua evapora rapidamente e la superficie rischia di "bruciarsi". In estate è preferibile gettare nelle ore fresche della giornata e intensificare la bagnatura. Non a caso LSG Calcestruzzi garantisce disponibilità anche per i lavori notturni, quando le condizioni per il getto sono più favorevoli.

Ripresa di getto: quando il getto si interrompe

Si parla di ripresa di getto quando un getto viene interrotto e ripreso dopo che il calcestruzzo già posato ha iniziato a fare presa. La zona di contatto tra calcestruzzo indurito e fresco è un punto delicato: va preparata secondo le indicazioni del progettista, pulita e inumidita prima di proseguire. Il modo migliore per evitare riprese non previste è pianificare un getto continuo, con forniture puntuali e, quando serve, una pompa che acceleri la posa: ne parliamo nell'articolo sul noleggio della pompa per calcestruzzo.

Domande frequenti sulla maturazione del calcestruzzo

Quando si può camminare sul calcestruzzo appena gettato?

Dipende dal tipo di opera, dalla miscela e dalla temperatura. In generale è bene evitare il calpestio finché la superficie non è sufficientemente indurita, e rimandare carichi e lavorazioni pesanti ai tempi indicati dal direttore dei lavori. Nel dubbio, meglio aspettare un giorno in più che rovinare la superficie.

Il calcestruzzo preconfezionato richiede meno cure?

Il calcestruzzo preconfezionato arriva in cantiere con una composizione controllata e costante, ed è un ottimo punto di partenza. Le cure dopo il getto, però, restano indispensabili: la maturazione avviene in cantiere, ed è lì che si decide la qualità finale dell'opera.

Conclusione

Una buona maturazione del calcestruzzo nasce da tre ingredienti: un calcestruzzo adatto all'opera, un getto ben organizzato e le giuste cure nei giorni successivi. LSG Calcestruzzi produce calcestruzzo preconfezionato nel proprio impianto di Campobello di Mazara (TP) e lo consegna nei cantieri della Sicilia occidentale, mettendo a disposizione oltre 40 anni di esperienza per aiutarti a programmare il getto nel momento e nel modo giusti. Per mettere in opera l'impasto puoi contare anche sul nostro noleggio di pompe e autobetoniere.